La GPL: che cos’è?
Ho già parlato della GPL nel post precedente, ma penso che sia doveroso approfondirne la conoscenza.
GPL è un acronimo che sta per GNU General Public Licence: si tratta di una licenza ideata e sostenuta dalla Free Software Foundation, utilizzata per distribuire i più diffusi software open source (tra cui anche il sistema operativo Linux).
E’ ormai giunta alla sua terza versione (rilasciata il 29 giugno 2007), ma il principio ispiratore è sempre lo stesso: alla base di questa licenza vi è la volontà di garantire agli utenti di programmi informatici alcune libertà considerate fondamentali.
- Libertà 0: Libertà di usare il software per qualsiasi scopo;
- Libertà 1: Libertà di modificare il software per adattarlo ai propri bisogni e di studiarlo per capirne il funzionamento (prerequisito: accesso al codice sorgente);
- Libertà 2: Libertà di condividere il software;
- Libertà 3: Libertà di condividere anche le modifiche fatte al software (prerequisito: accesso al codice sorgente);
I programmi che nascono sotto una licenza GPL sono considerati software libero, e così rimarranno indipendentemente da chi modificherà o distribuirà il programma (per questo motivo la GPL è considerata una “licenza virale“).
Questa caratteristica è chiamata copyleft: il programma è sotto copyright, ma al posto di utilizzare il diritto d’autore per limitare le libertà degli utenti, esso è utilizzato per garantire loro delle libertà.
In particolare la GPL3 affronta alcuni problemi tecnologici e legali che al tempo della GPL2 non erano ancora evidenti come oggi. In particolare la GPL3 cerca di tutelare gli utenti dai seguenti meccanismi:
Tivoizzazione
Alcune compagnie (ad es TiVo) hanno creato dei dispositivi hardware che utilizzano software sotto GPL, ma non danno la possibilità agli utenti finali di cambiare il software che gira sulla macchina.
La GPL3 costringe il produttore dell’hardware che utilizza programmi sotto questa licenza a fornire agli utenti la documentazione o le chiavi necessarie per modificare o installare un nuovo software sull’apparecchio.
Leggi contro il software libero
Leggi come il DMCA e la Direttiva dell’Unione Europea sul Copyright criminalizzano la creazione e la condivisione di software in grado di aggirare i sistemi di protezione tecnologica (DRM).
La GPL3 non impedisce a nessuno di utilizzare del codice sotto GPL per scrivere software protetto da DRM. Tuttavia è specificato che in questo caso non deve essere considerato un “sistema di protezione” teconologica e pertanto sarà possibile distribuire e creare programmi in grado di aggirarlo.
Atti discriminatori basati sui brevetti software
I brevetti del software pongono una nuova minaccia al riutilizzo dei programmi sotto la GPL. Accordi come quello tra Microsoft e Novell rappresentano una limitazione e un rischio per gli utenti.
La GPL3 garantisce che anche sul piano dei brevetti siano rispettate le 4 libertà del software e che non sia possibile utilizzare i brevetti software in battaglie legali.
Per saperne di più vi consiglio di visitare i seguenti link:


è importante supportare l’open source, come fa ad esempio sony allegando yellow dog alla ps3.